Progetto realizzato per Brian
Richiesta di Brian.
Questo tatuaggio è nato da una conversazione tra Brian e suo figlio. È stato quest’ultimo a sollevare l’idea dell’assurdismo, la corrente filosofica di cui Albert Camus è una delle voci più forti. Ne Il mito di Sisifo, Camus scrive che la vita stessa non ha un significato intrinseco: gli esseri umani lo cercano, ma non lo trovano mai. L’unica risposta possibile è accettare l’assurdo e creare un significato personale, trovare gioia nella creatività stessa.
Brian mi ha detto che Camus è il suo autore preferito fin da bambino. In libri come La peste, trova sempre lo stesso invito: smettere di autocommiserarsi e scegliere di vivere pienamente nelle contraddizioni. Per lui, il tatuaggio non doveva rappresentare Sisifo come un’immagine cliché con un masso, ma piuttosto incarnare la filosofia che Sisifo rappresenta.
La mia interpretazione.
Ho messo da parte l’uomo e la pietra: troppo letterali, troppo privi di significato. Ho pensato invece a una macchia astratta, una forma imprevedibile che nasce senza regole. Questo è l’assurdo: non puoi prevederlo né controllarlo, puoi solo viverci dentro.
Dentro la macchia ho nascosto piccoli frammenti – un volto, un serpente, una bocca – perché anche nel caos cerchiamo sempre figure, significati, appigli. È il gioco dell’occhio umano che proietta un senso su ciò che non ne ha.
Per dare voce a questa forma ho inserito “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Un estratto del testo appare in inglese, ma non scritto in linea retta: le parole si deformano, si contorcono, si ingrandiscono o si restringono, adattandosi agli spazi lasciati aperti dal segno astratto. Non si impongono, si adattano. È un modo per dire che anche il linguaggio deve vivere dentro l’assurdo, non ergersi al di sopra di esso.
Il risultato.
Un tatuaggio che non raffigura Sisifo, ma lo evoca: non l’eroe tragico, ma la sua condizione. Ogni volta che lo guardi, non ti dà una risposta definitiva, ma ti ricorda che la felicità sta nel convivere con l’assurdo, non nel combatterlo.
Per Brian e suo figlio, diventa un segno di dialogo: un modo per portare sulla pelle la filosofia di Camus e, allo stesso tempo, un simbolo del loro legame, un legame fatto di idee condivise e creatività vissuta insieme.
26 luglio 2025
Milano