qualcuno si tatua perchè...

questo testo è ispirato ad un pezzo di G. Gaber

Qualcuno si tatua per non dimenticare.
Qualcuno perché ha perso e qualcuno perché ha vinto.
Qualcuno perché il dolore gli sembra onesto.
Qualcuno si tatua per ricordare sua madre.
Qualcuno si tatua perché la pelle è l’unico diario che non puoi perdere.
Qualcuno perché il frigorifero era già pieno di calamite.

Qualcuno si tatua per ricominciare da capo.
Qualcuno per sentirsi vivo.
Qualcuno si tatua perché non sopporta più di essere invisibile.
Qualcuno perché ha trovato se stesso.
Qualcuno per coprire un vecchio amore.
Qualcuno per coprire un vecchio tatuaggio di un vecchio amore.

Qualcuno si tatua perché non vuole guarire.
Qualcuno per fermare un dolore che cammina.
Qualcuno per darsi un nome.
Qualcuno perché ha visto il mare e non l’ha più dimenticato.
Qualcuno per lasciare un segno prima che tutto sparisca.
Qualcuno perché… il gatto doveva pur finire da qualche parte.

Qualcuno si tatua perché ogni centimetro di pelle è una battaglia vinta.
Qualcuno per dire “io c’ero”.
Qualcuno per avere una casa, almeno sulla pelle.
Qualcuno si tatua per gridare in silenzio.
Qualcuno si tatua per dire addio.
Qualcuno perché “era solo un simbolino piccolo”… e poi è diventato una mezza schiena.

Qualcuno si tatua per costruire una mappa quando si perderà.
Qualcuno per sentirsi più vero.
Qualcuno si tatua perché non sa scrivere poesie.
Qualcuno per far pace con ciò che è stato.
Qualcuno si tatua per celebrare una cicatrice.
Qualcuno perché aveva finito lo spazio sul diario.

Qualcuno si tatua perché non vuole dimenticare un sapore, un odore, un momento.
Qualcuno per sentirsi intero almeno una volta.
Qualcuno per non tornare indietro.
Qualcuno perché il dolore, almeno, ti parla chiaro.
Qualcuno perché, alla fine, la pelle è il libro che racconta meglio chi siamo.


Qualcuno si tatua perché un giorno vorrà guardarlo e dire: “Sì, ero io”.