Pioggia d’odio

Un’istantanea d’intimità si fa metafora sociale, partendo da un orinatoio…

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Descrizione

Un’istantanea d’intimità si fa metafora sociale, partendo da un orinatoio. La funzione fisiologica è nobilitata da un oggetto di design, d’altra parte già insignito, nei secoli, del nome di un imperatore romano. Non perché Vespasiano avesse inventato i bagni pubblici, ma perché aveva imposto una tassa sull’urina alle lavanderie che mandavano i lavoratori a prenderla lì, per ricavarne l’ammoniaca che serviva per sbiancare e ripulire i tessuti. Un banale motivo per far cassa che allora scatenò non poche polemiche intorno alla pipì, fermo restando che quel luogo era ed è ancora oggi, anche se non se ne trovano più per strada, di utilità primaria. Con sacrosanto diritto, dunque, ci si accosta a una parete dove scorre acqua, con rilassante effetto nature. Il punto di rottura e di lettura, in quest’opera, è la trasparenza della parete. Al di là, c’è un orinatoio identico , con un altro utente che svuota la vescica. Non uno specchio. Due persone diverse, che si trovano a direzionare il getto l’una contro l’altra e forse anche ad alzarlo, nel moto di fastidio che possono provare trovandosi di fronte qualcuno che vìola la propria privacy. “Cosa vuoi? Cos’hai da guardare?! Perché mi pisci addosso?!” potrebbero dirsi. Nessuno dei due è disposto a comprendere il contesto e le ragioni altrui, la parete impedisce loro di comunicare. Fanno la stessa cosa, ma in ambienti contrapposti, pure di una certa eleganza, sentendosi pienamente legittimati – perfino invogliati -a scaricare gli scarti del proprio corpo sulla parete della divisione e del disprezzo. Da una parte i “no”, dall’altra i “pro” qualcosa. Si manifesta, ci si scontra, ognuno chiuso nella sua bolla impenetrabile di diritto e ragioni che porta al quotidiano insulto dell’altro, nella giungla della società che fa perdere i valori di riferimento. Per i grandi temi che condizionano la convivenza civile  o semplicemente per scaricare la pressione della lotta per la sopravvivenza. Non si conoscono i trascorsi, i problemi, i motivi per cui magari qualcuno viaggia troppo lento nel traffico. Dobbiamo suonare, lampeggiare, sorpassare, urlare. Ogni pretesto è buono per pisciarsi addosso.


Testo di Elena Malizia.